Contabilità analitica, in breve

di cosa si parla?

In questo post vorrei scrivere brevi(ssime) note per rispondere alla domanda: “cos’è la contabilità analitica“?

Se dovessi rispondere “in 20 parole o meno” (cit.) direi che è lo strumento contabile analitico utilizzabile per conoscere tempestivamente gli elementi economici carratterizzanti i vari sottosistemi dell’impresa.

differenze con la contabilità generale

A differenza della contabilità generale (COGE), che si basa sulla rilevazione dei fatti esterni di gestione secondo una logica numeraria (manifestazione dell’aspetto finanziario, e rigorosamente consuntiva), la contabilità analitica (COAN) si basa su un concetto di competenza economica delle singole operazioni, e può contenere tanto dati consuntivi, quanto valori programmati (definita contabilità analitica a costi standard).

Per fare un semplice esempio della differenza tra una rilevazione numeraria ed una economica si può pensare al ricevimento delle materie prime: in COGE la rilevazione viene effettuata al ricevimento della fattura, in COAN invece nel momento in cui fisicamente le MP arrivano in azienda (su questo si può poi disquisire e scegliere diversamente, ma il concetto di fondo è quello esposto).

Altre caratteristiche

Una ulteriore differenza è che la COGE lavora con registrazioni per natura (si fa riferimento all’origine del costo, ad esempio “energia elettrica”) e considera l’impresa da un punto di vista unitario, come fosse una unica entità, mentre la COAN opera con registrazioni per destinazione (ovvero si fa riferimento al centro di analisi che produce o consuma un determinato costo) oltre che per natura (questo dipende dall’implementazione del sistema di COAN) e considera l’azienda in termini di sottosistemi di cui analizzare e monitorare le caratteristiche. I sottosistemi potrebbero essere reparti, lavorazioni, business unit, etc.

Ancora, lo scopo è differente, perché la COGE è focalizzata alla redazione del bilancio d’esercizio, redatto secondo criteri civilistici, ed il destinatario tipico è sia interno che esterno all’azienda, mentre la COAN viene predisposta per identificare i centri di costo, determinare i costi di prodotto, supportare la valutazione delle rimanenze e dei rendimenti di prodotto, determinare i costi di lavorazione, e così via, e il destinatario è esclusivamente interno all’impresa stessa.

Precisione contro tempestività

La contabilità generale privilegia la precisione delle rilevazioni, a scapito della tempestività delle informazioni (si pensi al fatto che il bilancio viene redatto dopo alcuni mesi dalla chiusura dell’esercizio), ed è obbligatoria per legge, mentre la contabilità analitica privilegia la tempestività delle informazioni, mediata ovviamente dall’assenza di errori significativi, e la sua tenuta è facoltativa.

Infine, la contabilità generale si riferisce normalmente all’intero esercizio, mentre l’analitica normalmente analizza periodi infrannuali, privilegiando ove possibile periodi mensili, proprio per la tempestività dell’informazione che risulta fondamentale per l’analisi degli scostamenti con i parametri obiettivo necessari alla realizzazione di un efficace controllo di gestione.

A meno di un anno dalla fatturazione obbligatoria per tutti…

Manca “poco” ad un passaggio epocale: la fatturazione elettronica dventerà obbligatoria per tutti i soggetti.

Il D. Lgs 127/2015 già prevedeva la possibilità, per opzione, di adottare il regime di fatturazione elettronica.
Il 28 ottobre l’Agenzia delle Entrate pubblicava il Provvedimento direttoriale n. 182070/2016, nel quale venivano delineate le regole tecniche, i termini e le modalità opzionali per l’attuazione della fatturazione elettronica tra soggetti privati (cosidetto “B2B“) e la trasmissione telematica dei dati fattura, contestualmente alle quali sussistevano semplificazioni ed incentivi per quei soggetti che, in via facoltativa, avessero deciso di operare secondo quanto previsto richiamato decreto.

Ora la Legge 205/2017, commi 909 e da 915 a 917 prevede l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, a partire dal 1/1/2019 (ed una sorta di “integrazione” dei dati mancanti, ovvero le operazioni transfrontaliere, con una versione specifica di comunicazione dati fatture. Questo in quanto l’obbgo generalizzato si applicherà a tutti, ma solo, i soggetti IVA Italiani).

Anticipato l’avvio, a partire dal 1/7/2018, per le prestazioni in subappalto della filera dei lavori pubblici e per le cessioni di benzina e gasolio, situazione questa che porta con se’ l’abolizione della scheda carburante, l’obbligo di tracciare il pagamento dei medesimi, e la trasmissione telematica dei corrispettivi per la cessione di benzina e gasolio.

Obbligo generalizzato dunque, ad esclusione dei soli contribuenti minimi  e forfetari, per tutte le fatture e le variazioni.

La modalità di invio sfrutterà il canale già in uso per le fatture nei confronti della Pubblica Amministrazione (già obbligatorio) noto come SdI (Sistema di Interscambio), ed anche il formato sarà quello già sperimentato nell’ambito della fatturazione P. A. basato su un dialetto XML.

Interessante la possibilità di individuare ulteriori formati file (con apposito D. M.) basati su standard o norme riconosciute in ambito UE.

Va osservato che questa possibiltà non può che tendere ad una probabile estensione, magari guidata da criteri di opportunità, convenienza ed economicità, nei confronti di un sistema esteso di fatturazione elettronica anche all’ambito transfrontaliero, pur se questo su probabile base volontaria.

Il Sistema di Interscambio attualmente opera inviando la fattura al destinatario sulla base di un codice univoco, ottenuto a seguito di procedura di registrazione. E’ pensabile sia plausibile che il codice univoco, per il settore “privato” (virgolettato in quanto in questo contesto privato è usato in accezione di contrapposizione a pubblico) possa essere affiancato da altri metodi per raggiungere il destinatario che possano essere già adottati e funzionanti, quali il sistema delle PEC.

“Ovviamente” la fatturazione elettronica porterà con se’ la concomitante abrogazione dello “spesometro” per quelle operazioni già tracciate da fattura.

Che dire? Sicuramente una rivoluzione estesa, che non mancherà di creare dubbi e difficoltà.

Indubbiamente però anche importante fonte strategica di miglioramenti ed opportunità, la filiera della fatturazione basata su standard riconosciuti potrebbe finalmente portare all’adozione di quei sistemi EDI che tanto hanno faticato a decollare in passato proprio a causa della difficoltà di adozone di standard riconosciuti.

Di certo la fattura elettronica consentirà una rapida ed agevole contabilizzazione dei dati, pertanto sempre più sarà opportuno, se non necessario, dotarsi di sistemi informativi adeguati ed adeguatamente impostati, così da poter trasformare il “nuovo” (virgolettato in quanto nuovo non è affatto, di nuovo c’è solo l’obbligatorietà generale) in opportunità.

Di sicuro la direzione è presa, e la volontà di andre in tale direzione è molto forte, come si evince dalle sanzioni in caso di inottemperanza nell’utilizzo del formato: il comma 909 riscrive l’art. 1 c. 6 D. Lgs 127/2015 prevedendo che la sanzione in caso di violazioni sull’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico (per capirci: emissione cartacea) sia la medesima dell’omessa fatturazione! (ad oggi, dal 90% al 180% dell’IVA con un minimo di Eur. 500 per fattura).
Non solo, ma viene previsto l’obbligo del cessionario/committente di adempiere all’eventuale inottemperanza del fornitore, sempre tramite il Sistema di Interscambio, agli obblighi ex art. 6 c. 8 D. Lgs. 471/1997, a pena di sanzione pari al 100% dell’IVA, con minimo di Eur. 250 (in sostanza, disciplina dell’autofattura-denuncia).

Non c’è che dire, la direzione è tracciata.

Facciamo il punto: detrazione IVA fatture di acquisto

I termini per esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA nelle fatture di acquisto, ed il termine entro cui registrarle, è stato recentemente modificato (rif. art. 2 D.L. 50/2017).
Risultano pertanto modificati l’art. 19 (in merito al termine per il diritto alla detrazione) e l’art. 25 (in merito al termine di registrazione delle fatture di acquisto) del DPR 633/1972.

Allo stato attuale pertanto il comma 1 del citato art. 19 stabilisce: “Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

Il novellato art. 25 dispone che fatture d’acquisto e bolle doganali siano annotate in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica “nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

Di conseguenza risulta ridotto (rispetto alla precedente normativa) il termine per la detrazione dell’IVA sugli acquisti, ora esercitabile “solo” entro la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è nato il diritto alla detrazione, e la registrazione delle fatture d’acquisto e delle bolle doganali dovra’ essere svolta nella liquidazione periodica per la quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.

In ogni caso, il termine ultimo e’ quello  previsto per la presentazione della dichiarazione annuale Iva relativa all’anno di ricezione della fattura, con riferimento al medesimo anno.