LIPE (liquidazioni IVA periodiche), XML e sigillo

L’adempimento

L’adempimento relativo alla liquidazione IVA periodca (LIPE) richiede la predisposizione di un file in formato XML contenente i dati da trasmettere.

In questo articolo si vuole approfondire la composizione del file XML generato, e la sua trasformazione in file sigillato, secondo lo standard XAdES (vedi nostro precedente articolo).

Il file XML

Il file XML contiene i dati relativi al periodo comunicato racchiusi in appositi tag specifici. Ad esempio, un file potrebbe essere il seguente

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="yes"?>
<iv:Fornitura xmlns:iv="urn:www.agenziaentrate.gov.it:specificheTecniche:sco:ivp" xmlns:ds="http://www.w3.org/2000/09/xmldsig#">
 <iv:Intestazione>
 <iv:CodiceFornitura>IVP17</iv:CodiceFornitura>
 </iv:Intestazione>
 <iv:Comunicazione identificativo="00001">
 <iv:Frontespizio>
 <iv:CodiceFiscale>XXXXXXXXXXXXXXXX</iv:CodiceFiscale>
 <iv:AnnoImposta>2017</iv:AnnoImposta>
 <iv:PartitaIVA>XXXXXXXXXXX</iv:PartitaIVA>
 <iv:FirmaDichiarazione>1</iv:FirmaDichiarazione>
 <iv:IdentificativoProdSoftware>XXXXXXXX</iv:IdentificativoProdSoftware>
 </iv:Frontespizio>
 <iv:DatiContabili>
 <iv:Modulo>
 <iv:Trimestre>5</iv:Trimestre>
 <iv:TotaleOperazioniAttive>XXXX,XX</iv:TotaleOperazioniAttive>
 <iv:TotaleOperazioniPassive>XXXX,XX</iv:TotaleOperazioniPassive>
 <iv:IvaEsigibile>XXXX,XX</iv:IvaEsigibile>
 <iv:IvaDetratta>XXX,XX</iv:IvaDetratta>
 <iv:IvaDovuta>XXXX,XX</iv:IvaDovuta>
 <iv:Acconto>XX,XX</iv:Acconto>
 </iv:Modulo>
 </iv:DatiContabili>
 </iv:Comunicazione>
</iv:Fornitura>

i dati reali sono stati offuscati con delle X.

Nei files XML i “tag” definiscono gli elementi di struttura. Sono delimitati da parentesi angolari, quello che inizia con / chiude l’elemento.

Nell’esempio si può notare che le direttive XML vengono precedute da “iv:”, che è il namespace xml definito nella seconda riga “xmlns:iv=”.

Così è facile capire che siamo in presenza di una Fornitura, composta da:

  • una <iv:Intestazione>
    • che contiene il <iv:CodiceFornitura>IPV17
  • una sola <iv:Comunicazione>, con identificativo 00001
    • composta da un <iv:Frontespizio>, che a sua volta contiene vari dati
    • una parte di <iv:DatiContabili>
      • per il <iv:Trimestre> 5
      • con un <iv:TotaleOperazioniAttive>
      • con un <iv:TotaleOperazioniPassive>
      • un importo di <iv:IvaEsigibile>
      • un importo di <iv:IvaDetratta>
      • un importo di <iv:IvaDovuta>
      • l'<iv:Acconto>

A prescindere dallo specifico contenuto, si nota che la struttura non contiene dati di firma.

La prima fase operativa, una volta collegati al sito dell’Agenzia delle Entrate, area Fatture e Corrispettivi, alla funzione di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, consiste nel controllo della validità formale di questo file.

Il caricamento del file XML e la sua validazione non fa altro che verificare la conformità del file stesso al namespace XML come sopra definito.

Se la prima fase si conclude senza errori, si può passare alla successiva. Si fa notare che fino a questo punto NON sono ancora state effettuate modifiche al file XML generato dall’utente.

Passiamo alla fase successiva.

Apposizione del sigillo

Per inviare il file l’Agenzia delle Entrate offre il servizio di sigillo elettronico. Il sigillo è una versione di firma elettronica avanzata, impropriamente si può ad esso pensare come ad una sorta di firma digitale delle persone giuridiche.

E’ interessante notare che in questo caso l’Agenzia utilizza il formato XAdES, ovvero la firma digitale nativa del formato XML. Dopo aver caricato il file (controllato, ma è sempre lo stesso file, in questa situazione) si chiede l’elaborazione del file sigillato.

L’elaborazione produce un file con estensione .XML (e non .p7m, come per altre applicazioni) il cui nome viene leggermente modificato, acquisendo un progressivo di elaborazione, ma viene mantenuta l’estensione .XML.

(ad esempio, il file di partenza non sigillato potrebbe essere nominato in questo modo: CODICEFISCALE_LI_20175.XML mentre il file sigillato potrebbe diventare CODICEFISCALE_LI_X0004.XML).

Il file “sigillato” si distingue per l’apposizione, per l’appunto, del sigillo digitale, che va a modificare la struttura di partenza del file XML.

Aprendo il file medesimo, si nota la firma, apposta subito dopo il tag di chiusura della direttiva comunicazione (</iv:Comunicazione>):

<ds:Signature Id="Signature1"><ds:SignedInfo><ds:CanonicalizationMethod Algorithm="http://www.w3.org/2001/10/xml-exc-c14n#"/>
<ds:SignatureMethod Algorithm="http://www.w3.org/2001/04/xmldsig-more#rsa-sha256"/>
<ds:Reference Id="reference-document" URI="">
<ds:Transforms>
<ds:Transform Algorithm="http://www.w3.org/2002/06/xmldsig-filter2">
<XPath xmlns="http://www.w3.org/2002/06/xmldsig-filter2" Filter="subtract">/descendant::ds:Signature</XPath>
</ds:Transform></ds:Transforms>
<ds:DigestMethod Algorithm="http://www.w3.org/2001/04/xmlenc#sha256"/>
<ds:DigestValue>uWi6V69pU5cawlp9g0ZX593GXqrZ+F0MNtGCXaS7hXM=</ds:DigestValue>
</ds:Reference><ds:Reference Id="reference-signedpropeties" Type="http://uri.etsi.org/01903#SignedProperties" URI="#SignedProperties_1">
 <ds:DigestMethod Algorithm="http://www.w3.org/2001/04/xmlenc#sha256"/><ds:DigestValue>xxxxxxxxxxxxx=</ds:DigestValue>
</ds:Reference><ds:Reference Id="reference-keyinfo" URI="#KeyInfoId">
<ds:DigestMethod Algorithm="http://www.w3.org/2001/04/xmlenc#sha256"/>
 <ds:DigestValue>xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx=</ds:DigestValue>
</ds:Reference></ds:SignedInfo><ds:SignatureValue Id="SignatureValue1">xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx=
</ds:SignatureValue><ds:KeyInfo Id="KeyInfoId"><ds:X509Data><ds:X509Certificate>xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx=</ds:X509Certificate>
</ds:X509Data></ds:KeyInfo><ds:Object><xades:QualifyingProperties xmlns:xades="http://uri.etsi.org/01903/v1.3.2#" Target="#Signature1">
<xades:SignedProperties Id="SignedProperties_1"><xades:SignedSignatureProperties><xades:SigningTime>2018-02-25T10:13:04Z</xades:SigningTime></xades:SignedSignatureProperties>
</xades:SignedProperties>
</xades:QualifyingProperties>
</ds:Object>
</ds:Signature>

i dati di cifratura sono stati sotituiti con delle x, ma si nota il tax <xades:…> che suggerisce il metodo di firma.

Il file con sigillo digitale è pertanto un file firmato a tutti gli effetti, che mantiene l’estensione .XML in quanto firmato direttamente al suo interno.

Questo è ovviamente il file che va inviato all’Amministrazione.

A meno di un anno dalla fatturazione obbligatoria per tutti…

Manca “poco” ad un passaggio epocale: la fatturazione elettronica dventerà obbligatoria per tutti i soggetti.

Il D. Lgs 127/2015 già prevedeva la possibilità, per opzione, di adottare il regime di fatturazione elettronica.
Il 28 ottobre l’Agenzia delle Entrate pubblicava il Provvedimento direttoriale n. 182070/2016, nel quale venivano delineate le regole tecniche, i termini e le modalità opzionali per l’attuazione della fatturazione elettronica tra soggetti privati (cosidetto “B2B“) e la trasmissione telematica dei dati fattura, contestualmente alle quali sussistevano semplificazioni ed incentivi per quei soggetti che, in via facoltativa, avessero deciso di operare secondo quanto previsto richiamato decreto.

Ora la Legge 205/2017, commi 909 e da 915 a 917 prevede l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, a partire dal 1/1/2019 (ed una sorta di “integrazione” dei dati mancanti, ovvero le operazioni transfrontaliere, con una versione specifica di comunicazione dati fatture. Questo in quanto l’obbgo generalizzato si applicherà a tutti, ma solo, i soggetti IVA Italiani).

Anticipato l’avvio, a partire dal 1/7/2018, per le prestazioni in subappalto della filera dei lavori pubblici e per le cessioni di benzina e gasolio, situazione questa che porta con se’ l’abolizione della scheda carburante, l’obbligo di tracciare il pagamento dei medesimi, e la trasmissione telematica dei corrispettivi per la cessione di benzina e gasolio.

Obbligo generalizzato dunque, ad esclusione dei soli contribuenti minimi  e forfetari, per tutte le fatture e le variazioni.

La modalità di invio sfrutterà il canale già in uso per le fatture nei confronti della Pubblica Amministrazione (già obbligatorio) noto come SdI (Sistema di Interscambio), ed anche il formato sarà quello già sperimentato nell’ambito della fatturazione P. A. basato su un dialetto XML.

Interessante la possibilità di individuare ulteriori formati file (con apposito D. M.) basati su standard o norme riconosciute in ambito UE.

Va osservato che questa possibiltà non può che tendere ad una probabile estensione, magari guidata da criteri di opportunità, convenienza ed economicità, nei confronti di un sistema esteso di fatturazione elettronica anche all’ambito transfrontaliero, pur se questo su probabile base volontaria.

Il Sistema di Interscambio attualmente opera inviando la fattura al destinatario sulla base di un codice univoco, ottenuto a seguito di procedura di registrazione. E’ pensabile sia plausibile che il codice univoco, per il settore “privato” (virgolettato in quanto in questo contesto privato è usato in accezione di contrapposizione a pubblico) possa essere affiancato da altri metodi per raggiungere il destinatario che possano essere già adottati e funzionanti, quali il sistema delle PEC.

“Ovviamente” la fatturazione elettronica porterà con se’ la concomitante abrogazione dello “spesometro” per quelle operazioni già tracciate da fattura.

Che dire? Sicuramente una rivoluzione estesa, che non mancherà di creare dubbi e difficoltà.

Indubbiamente però anche importante fonte strategica di miglioramenti ed opportunità, la filiera della fatturazione basata su standard riconosciuti potrebbe finalmente portare all’adozione di quei sistemi EDI che tanto hanno faticato a decollare in passato proprio a causa della difficoltà di adozone di standard riconosciuti.

Di certo la fattura elettronica consentirà una rapida ed agevole contabilizzazione dei dati, pertanto sempre più sarà opportuno, se non necessario, dotarsi di sistemi informativi adeguati ed adeguatamente impostati, così da poter trasformare il “nuovo” (virgolettato in quanto nuovo non è affatto, di nuovo c’è solo l’obbligatorietà generale) in opportunità.

Di sicuro la direzione è presa, e la volontà di andre in tale direzione è molto forte, come si evince dalle sanzioni in caso di inottemperanza nell’utilizzo del formato: il comma 909 riscrive l’art. 1 c. 6 D. Lgs 127/2015 prevedendo che la sanzione in caso di violazioni sull’obbligo di emissione della fattura in formato elettronico (per capirci: emissione cartacea) sia la medesima dell’omessa fatturazione! (ad oggi, dal 90% al 180% dell’IVA con un minimo di Eur. 500 per fattura).
Non solo, ma viene previsto l’obbligo del cessionario/committente di adempiere all’eventuale inottemperanza del fornitore, sempre tramite il Sistema di Interscambio, agli obblighi ex art. 6 c. 8 D. Lgs. 471/1997, a pena di sanzione pari al 100% dell’IVA, con minimo di Eur. 250 (in sostanza, disciplina dell’autofattura-denuncia).

Non c’è che dire, la direzione è tracciata.

Facciamo il punto: detrazione IVA fatture di acquisto

I termini per esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA nelle fatture di acquisto, ed il termine entro cui registrarle, è stato recentemente modificato (rif. art. 2 D.L. 50/2017).
Risultano pertanto modificati l’art. 19 (in merito al termine per il diritto alla detrazione) e l’art. 25 (in merito al termine di registrazione delle fatture di acquisto) del DPR 633/1972.

Allo stato attuale pertanto il comma 1 del citato art. 19 stabilisce: “Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

Il novellato art. 25 dispone che fatture d’acquisto e bolle doganali siano annotate in apposito registro anteriormente alla liquidazione periodica “nella quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno.

Di conseguenza risulta ridotto (rispetto alla precedente normativa) il termine per la detrazione dell’IVA sugli acquisti, ora esercitabile “solo” entro la presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è nato il diritto alla detrazione, e la registrazione delle fatture d’acquisto e delle bolle doganali dovra’ essere svolta nella liquidazione periodica per la quale è esercitato il diritto alla detrazione della relativa imposta.

In ogni caso, il termine ultimo e’ quello  previsto per la presentazione della dichiarazione annuale Iva relativa all’anno di ricezione della fattura, con riferimento al medesimo anno.

Termini di conservazione documenti IVA 2017

La Risoluzione n. 46/E del 10 aprile 2017 dell’Agenzia delle Entrate riporta che “[… omissis …] ai sensi dell’articolo 3, comma 3, del D.M. 17.06.14 (che rinvia  all’articolo 7, comma 4-ter, del D.L. n. 357/1994) la conservazione dei documenti informatici, ai fini della rilevanza fiscale, deve essere eseguita entro il terzo mese successivo al termine di presentazione delle dichiarazioni annuali, da intendersi, in un ottica di semplificazione e uniformità del sistema, con il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi”.

Legge di Bilancio 2018 ha previsto lo slittamento della dichiarazioni dei redditi dal 30 settembre al 31 ottobre 2017. In considerazione di ciò, anche il termine di conservazione viene spostato in avanti di un mese.

Pertanto, per chi ha il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il termine “naturale” del 30 dicembre 2017 è automaticamente spostato al 31 gennaio 2018.